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L’energia torni a essere competenza dello Stato


Dal 15 luglio parte la raccolta firme per 6 proposte di legge di iniziativa popolare, tra cui la riforma costituzionale dell’articolo 117

Articolo di Igor Boni e Nicolò Mone pubblicato su Il Dubbio dell’11 luglio 2023

La riforma del Titolo V della Costituzione ha ridotto la capacità dello Stato di risoluzione dei problemi di interesse generale e ha portato a privilegiare gli interessi locali a discapito delle scelte strategiche nazionali. Spesso scelte necessarie divengono inattuabili per una sorta di resistenza passiva alimentata da rappresentanti politici locali, legati fortemente al consenso dei rispettivi territori e restii ad assumere decisioni “impopolari”, anche verso piccoli gruppi di dissenso.

L’energia è tra le materie a competenza concorrente ormai al centro di veri e propri conflitti istituzionali tra poteri centrali e locali in relazione sia alla realizzazione delle infrastrutture energetiche, sia allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Ne sanno qualcosa a Rimini dove questo conflitto ritarda in modo inaccettabile l’inizio dei lavori di un impianto offshore della potenza complessiva di 330 MW.


ATTIVATI con noi per raccogliere le firme sulle sei proposte di legge!


Siamo stati noi Radicali, per primi, dagli anni ’70 del secolo scorso, a evocare la necessità di un piano energetico nazionale ed europeo per fare fronte alle esigenze, per differenziare le fonti e differenziare i Paesi da cui acquistare energia. Oggi invece di un piano energetico europeo abbiamo da mettere d’accordo il nostro Stato con 20 regioni. Follia!

La realizzazione di grandi infrastrutture, quali quelle energetiche, costituisce, soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando, una necessità che non può sottostare a ricatti di capibastone o forze politiche che lucrano effimeri consensi sul riflesso NIMBY tipico italiano.

Con questa consapevolezza abbiamo inserito nel pacchetto di sei progetti di legge di iniziativa popolare sui quali inizieremo la raccolta firme il prossimo 15 luglio, quello che mira alla riforma costituzionale dell’articolo 117 della Costituzione.

Una riforma che riconduca alla legislazione statale la produzione, il trasporto e la distribuzione di energia, cui abbinare una regolamentazione del dibattito pubblico da svolgere prima della realizzazione delle grandi opere, consentendo una reale e attiva partecipazione dei cittadini.

L’articolo 117 oggi presenta due criticità nel processo di realizzazione di grandi impianti e infrastrutture energetiche: il coinvolgimento paritetico delle Regioni per la realizzazione di infrastrutture strategiche nazionali a partire dalla fase di localizzazione delle opere; una legislazione regionale concorrente sulle modalità di realizzazione delle infrastrutture strategiche in associazione all’assenza di una normativa statale che favorisca e premi la partecipazione da parte del territorio alle scelte pubbliche.

Un intervento costituzionale che introduca un principio di supremazia del livello nazionale come quello che proponiamo, legittima lo Stato a intervenire a tutela degli interessi collettivi e sarebbe la soluzione ideale per il superamento di fasi di impasse.