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Un 25 aprile anche per l’Ucraina

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Un 25 aprile anche per l’Ucraina

25 Aprile @ 10:30 18:00

Il 25 aprile dalle ore 10,30 a Roma in via Angelo Bargoni 32, Radicali Italiani organizza il Convegno: Un 25 aprile anche per l’Ucraina

Annuncia qui la tua partecipazione all’evento facebook!

Un 25 Aprile anche per l’Ucraina

23 ANNI DI BATTAGLIE RADICALI CONTRO PUTIN (10.30-12.00)

Introduce e modera: Igor Boni, Presidente di Radicali Italiani

Con:
Nikolay Khramov, attivista russo
Marco Perduca, Senatore Radicale della XVI legislatura
Carmelo Palma, Direttore di Strade – Il magazine
Mariano Giustino, Corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia
Oles Horodetskyy, Presidente dell’Associazione cristiana degli ucraini in Italia

CRIMINI DI GUERRA PUTINIANI E RESISTENZA UCRAINA (12.00-14.00)

Introduce e modera: Silvja Manzi, Direzione di Radicali Italiani

Con:
Olga Tokariuk, Giornalista, esperta di disinformazione
Anna Zafesova, Giornalista, esperta di Russia
Nataliya Kudryk, Corrispondente ucraina dall’Italia
Mauro Voerzio, Giornalista, esperto di propaganda Russa
Tania Smith, Attivista bielorussa
Cristiano Tinazzi, Freelance Journalist, esperto in aree di crisi
Antonio Stango, Presidente della Federazione Italiana Diritti Umani – Comitato Italiano Helsinki

GIUSTIZIA INTERNAZIONALE: PUTIN ALL’AJA! (15.30-18.00)

Introduce e modera: Giulia Crivellini, Tesoriera di Radicali Italiani

Con:
Dino Guido Rinoldi, Docente di Diritto internazionale
Benedetto Della Vedova, Sottosegretario agli Affari Esteri
Emma Bonino, Senatrice
Ezechia Paolo Reale, Commissione crimini internazionali
Elio Vito, Deputato Forza Italia
Riccardo Magi, Deputato +Europa/Radicali
Antonio Vallini, Commissione crimini internazionali
Conclude Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani

Da quando Vladimir Putin è salito al potere, nel 1999, i radicali sono stati l’unica forza politica in Italia a denunciare, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, i suoi crimini: il genocidio in Cecenia; la lunga catena di omicidi di giornalisti e di suoi oppositori (Politkovskaja, Litvinenko, Nemtsov…); l’aggressione della Georgia (2008) e dell’Ucraina (2014); l’appoggio decisivo al dittatore siriano Assad e al generale/dittatore libico Haftar; la chiusura definitiva di ogni spazio di dissenso (caso Navalny). 

Ma Radicali Italiani ha denunciato anche l’acquiescenza e le complicità italiane nei confronti del nuovo Zar: dal ruolo giocato da ENI e ENEL nello smantellamento dell’impero economico di Khodorkovsky alle 30 onorificenze della Repubblica attribuite a uomini del regime di Putin dal 2014; dall’“amico Putin” di Silvio Berlusconi all’accordo, ancora in vigore, stipulato da Matteo Salvini col partito di Putin nel 2017, a Mosca.Un convegno, dunque, per ricordare lotte radicali la cui conoscenza è stata negata, per 23 anni, non solo al popolo russo ma anche ai cittadini italiani.

Ancora oggi, in televisione a parlare (naturalmente male) di Putin sono invitati tutti… tranne i radicali.Ma anche un convegno per rilanciare la lotta contro Putin, essendo ben consapevoli che “non c’è Pace senza Giustizia”: rafforzare la nuova Resistenza Ucraina; sostenere con migliaia di firme sulla nostra petizione “Putin all’Aja” il lavoro della Corte Penale Internazionale; dare volto e voce ai tanti russi che, nonostante tutto, si oppongono al regime di Mosca.Il 24 febbraio 2022 è iniziata una guerra che si concluderà solo con la fine del regime putiniano.

Quarant’anni fa, Marco Pannella ripeteva ossessivamente: Mosca delenda est!
Quella lotta è ora: Putin all’Aja!
Perché occorre un 25 aprile di Liberazione anche per gli ucraini, anche per i russi.