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Putin all’Aja

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VLADIMIR PUTIN SIA INCRIMINATO ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE DELL’AJA

Chiediamo l’incriminazione del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin per crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Come per i gerarchi nazisti, come per Milosevic.

L’aggressione dell’esercito russo in Ucraina ha violato l’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite e gli articoli 7, 8 e 8bis dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI). Si tratta di violazioni attuate non solo a partire dal 24 febbraio 2022, bensì dal 20 febbraio 2014 con l’occupazione della Crimea e la successiva guerra scatenata e alimentata fino ad oggi nel Donbass ucraino.

Per riaffermare che “Non c’è pace senza giustizia” e per garantire un futuro di pace e democrazia per l’Ucraina, per la Russia e per l’Europa, l’incriminazione e il processo a Vladimir Putin e a chi ha cooperato con lui nell’attuazione dei crimini è un passaggio fondamentale, necessario ed urgente.

La Corte Penale Internazionale ha già avviato ufficialmente un’indagine per verificare se la Russia abbia commesso in Ucraina crimini di guerra; già 39 Stati, tra cui l’Italia, hanno sottoscritto la procedura di attivazione della Corte.

Ora chiediamo un procedimento penale pubblico e trasparente che accerti le responsabilità di Vladimir Putin e di chi si è macchiato e continua a macchiarsi di crimini contro l’umanità.

Leggi l’appello completo


VLADIMIR PUTIN SIA INCRIMINATO PER CRIMINI DI GUERRA E CRIMINI CONTRO L’UMANITA’


AL PROCURATORE DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE (ICC)
Per conoscenza
AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA
AL PRESIDENTE DEL SENATO

Noi sottoscritti cittadini europei,

Premesso che:
In Ucraina l’aggressione dell’esercito russo ha violato l’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite (1) e gli articoli 7, 8 e 8bis dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI), che sanciscono la proibizione a carattere perentorio rispettivamente dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra. L’incriminazione e il processo a Vladimir Putin e a chi ha cooperato con lui nell’attuazione dei crimini suddetti è passaggio fondamentale, necessario ed urgente per riaffermare che “Non c’è pace senza giustizia”, per ribadire che un futuro di pace e democrazia per l’Europa, per la Russia deve assolutamente passare attraverso la cruna d’ago di un procedimento penale pubblico e trasparente, con la massime garanzie di difesa degli imputati, come è già avvenuto in Europa sia con i processi di Norimberga ai gerarchi nazisti sia con i processi davanti al Tribunale Penale sull’ex Jugoslavia a Slobodan Milosevic e ai responsabili di crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati in Croazia, Bosnia e Kosovo fra il 1991 e il 1999.

La Corte Penale Internazionale ha avviato ufficialmente un’indagine per verificare se la Russia abbia commesso in Ucraina crimini di guerra; alla data del 3 marzo 2022, già 39 Stati, tra cui l’Italia, avevano sottoscritto la procedura di attivazione della Corte.

Chiediamo
– al Procuratore della Corte Penale Internazionale (ICC) di operare affinché sia resa possibile l’incriminazione davanti alla CPI/ICC di Vladimir Putin (Presidente Federazione Russa) e di chiunque altro si sia macchiato di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità durante l’aggressione armata dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, attuata non solo a partire dal giorno 24 febbraio 2022 bensì a partire dal giorno 20 febbraio 2014 con l’occupazione della Crimea e la successiva guerra scatenata e alimentata fino ad oggi nel Donbass ucraino. L’art. 27 dello Statuto della CPI specifica che non esiste alcuna immunità per i capi di stato; Vladimir Putin, Presidente della Federazione russa, è senza ombra di dubbio l’ultimo anello della catena di comando responsabile dei crimini succitati in Ucraina.

Chiediamo
– ai nostri rispettivi governi nazionali di cooperare con le strutture della Corte Penale Internazionale nello svolgimento dell’indagine avviata rispetto all’aggressione russa all’Ucraina, agevolando il loro lavoro, sostenendole in tutti i modi possibili e finanziando in modo adeguato tale iniziativa.

(1) I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite.


Leggi la nostra lettera aperta ai Sindaci italiani