fbpx
Via Angelo Bargoni 32/36 00153 Roma
+39 06 87763 051 / +39 06 87763 053
info@radicali.it

Mozione generale del Comitato nazionale del 4 e 5 settembre 2021

Mozione approvata con 30 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto

Qui la determinazione elettorale approvata dal Comitato

Il Comitato nazionale prende atto e rivendica con grande soddisfazione l’andamento eccezionale di raccolta firme sul referendum per legalizzare l’eutanasia lanciato dall’Associazione Luca Coscioni e ringrazia l’impegno militante delle associazioni radicali e dei singoli iscritti che stanno contribuendo in modo straordinario al raggiungimento di un risultato storico. Oggi, come negli anni ’70 del secolo scorso, sono la consapevolezza dei cittadini e la mobilitazione referendaria ad aprire le porte per dare all’intero Paese una spinta nonviolenta, democratica e civile verso la piena autodeterminazione degli individui, contro una politica ufficiale che continua a voltarsi dall’altra parte

Il Comitato invita organi dirigenti e iscritti a dare massima priorità a questa battaglia con l’obiettivo di valicare di slancio il traguardo di 1 milione di firme per dare peso e forza a questa spinta di cambiamento che ha pervaso l’intero Paese in modo trasversale e che coinvolge in modo particolare i cittadini più giovani.

Il Comitato saluta lo storico traguardo della firma elettronica, ottenuta grazie alla caparbietà di Marco Gentili, co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni, al lavoro parlamentare del deputato radicale Riccardo Magi e al caso Staderini-De Lucia, con il quale il Comitato per i diritti umani in sede ONU ha certificato l’esistenza di irragionevoli ostacoli all’esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini e delle cittadine in Italia ricordando che la firma elettronica è parte qualificante della proposta di legge “Più democrazia” elaborata è presentata da Radicali Italiani negli anni passati.

Il Comitato rilancia la mobilitazione che dal 5 al 20 settembre vedrà numerosi esponenti di Radicali Italiani entrare negli istituti penitenziari di Pavia, Cremona, Perugia, Rieti, Ravenna, Prato, Cuneo, Fossano, Milano, Arezzo, Brescia, Rimini e Torino e che pone l’obiettivo di garantire l’esercizio dei diritti civili e politici all’interno dei luoghi più dimenticati del paese;

Il Comitato ritiene che il successo della campagna referendaria, con oltre 850 mila firme raccolte ad oggi, consegni al paese un dato politico cruciale: vedere centinaia di migliaia di persone in fila ai banchetti per conquistare un diritto è segno che c’è voglia di grandi e concrete battaglie civili nel paese;

In questo quadro, il Comitato saluta e rilancia la campagna Libera di Abortire, che ha riportato al centro del dibattito pubblico l’urgenza della difesa e del miglioramento della legge 194 in materia di interruzione volontaria di gravidanza, ringrazia le oltre 25 mila persone che hanno sottoscritto le sette proposte rivolte al Ministro della Salute Roberto Speranza e impegna gli organi dirigenti a proseguire la campagna, traducendola in iniziative politiche locali a tutti i livelli;

Il Comitato evidenzia come la lotta ai cambiamenti climatici sia una questione prima di tutto geopolitica, tanto è vero che le emissioni di CO2 equivalente sono all’incirca così distribuite: Cina 28%, Stati Uniti 15%, India 6%, la Russia 5%, il Giappone con il 4% e l’Unione Europea il 9%;
sottolinea come da questi dati si evinca che qualsiasi nazione o continente decida di fare da sola, rischia di far pagare ai propri cittadini dei costi sociali ed economici elevati a fronte di una diminuzione di anidride carbonica equivalente tanto insufficiente quanto paragonabile al contemporaneo aumento di emissioni provenienti dai Paesi in via di sviluppo. La CO2 è come il Covid, non conosce confini, serve quindi una risposta prima di tutto transnazionale e appuntamenti internazionali come il G20 e la COP 26 devono assumere un ruolo centrale e strategico;
ritiene che per affrontare la crisi climatica l’Europa debba darsi una nuova mission che coniughi gli inderogabili obiettivi di decarbonizzazione a massicci aiuti finanziari utili sia alla riconversione delle industrie e dei sistemi produttivi che alle nuove infrastrutture e tecnologie, avendo come obiettivo finale la sostenibilità ambientale insieme a quella sociale, industriale e lavorativa. Per fare questo serve una politica economica espansiva che preveda nuovi bond europei pena l’insostenibilità per ogni Stato membro di attuare il Green Deal  definito attraverso il pacchetto “Fit for 55”;
reputa la transizione ecologica un’opportunità unica per il nostro Paese per ripianare l’enorme debito ambientale dovuto a problemi mai risolti: dissesto idrogeologico, gestione dei rifiuti, bonifiche e trattamento delle acque reflue; questioni che come denunciato negli anni da Radicali italiani costano agli ignari cittadini italiani milioni e milioni di euro per condanne della Corte di giustizia europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo;
individua il PNRR come l’acceleratore di un processo dinamico che si evolverà nel tempo anche grazie alle tecnologie future e valuta importante l’obiettivo italiano di installare 70 GW entro il 2030 per avere il 72% di energia elettrica da rinnovabili anche per riconvertire i settori industriali hard to abate, per la produzione di idrogeno verde e per l’elettricità verde a favore delle colonnine di ricarica per la mobilità elettrica;
sottolinea come tutto questo processo sia messo a serio rischio da una parte dall’eccessiva burocrazia del nostro Paese e dall’altra dalla mancanza di fiducia dei cittadini verso le istituzioni che sfocia nella protesta addirittura per semplici impianti di compostaggio;
quindi dà mandato agli organi dirigenti di promuovere una grande campagna di informazione e di dibattito, pubblico e istituzionale, sulle proposte di Radicali italiani in materia ambientale e di convocare una convention – aperta a esperti, forze politiche e movimenti – da tenersi per dicembre 2021 quale primo appuntamento per discutere sia delle iniziative da mettere in campo per contrastare il riscaldamento globale sia per avviare un percorso utile a federare le realtà che si ispirano alle migliori esperienze dell’ecologismo europeo.
Il Comitato saluta la recente sentenza – attivata grazie al ricorso ideato e promosso nel 2013 da Mario Staderini, all’epoca segretario di Radicali italiani e da Marco Pannella a nome dell’Associazione Lista Pannella, assistiti dal Prof. Antonio Bultrini – con la quale la Corte europea di Strasburgo ha accertato una violazione dell’articolo 13 della CEDU per l’assenza di un ricorso interno effettivo a fronte dell’inerzia della Commissione parlamentare di vigilanza sul sistema radiotelevisivo italiano. Rivendica coma la Corte europea abbia così segnato la strada per un primo rientro nella legalità dell’Italia sul fronte del diritto all’informazione, ponendo fine all’impunità della Commissione di vigilanza RAI, che per troppo tempo ha permesso ai partiti di decidere le regole del servizio pubblico in contrasto con leggi e Costituzione, come per esempio la scandalosa soppressione per 13 anni delle tribune politiche previste dalla legge.

Il Comitato ritiene che la tragedia umanitaria, politica e civile che si sta compiendo in Afghanistan, in seguito al ritiro delle forze europee e americana, rappresenti il peggiore fallimento geopolitico degli ultimi tempi e apra la strada ad uno dei peggiori regimi, repressivo, sanguinario e liberticida;
Il Comitato lancia quindi, in occasione del prossimo 11 settembre, ventennale  dal tragico attacco alle Torri gemelle, una mobilitazione nazionale, convocando nelle principali piazze del Paese presidi e manifestazioni intitolate “Insieme alle donne afghane, nessun silenzio in tempo di oppressione” nei quali manifestare con un fiore in mano a simboleggiare la richiesta del rispetto dei diritti umani, a partire da quelli delle donne ogni giorni calpestati e annullati, e di una mobilitazione diplomatica internazionale che possa aiutare e accogliere chi fugge e dare appoggio e sostegno a chi resta e si oppone alla violenza dei Talebani e dei gruppi terroristici legati all’Isis.

Il comitato sottolinea che nel 2020 la spesa per consumo complessivo di sostanze proibite è stata pari a 16,2 miliardi di euro e che di questi ben 6,3 miliardi di euro (corrispondenti al 39% del totale) derivano dal mercato nero dei cannabinoidi. Rileva pertanto, ancora una volta, come la legalizzazione della produzione, del commercio e della distribuzione dei derivati della cannabis sottrarrebbe ingenti quantità di denaro cash alle narcomafie, tali da metterne in crisi la stessa esistenza, e cambierebbe la vita a decine di migliaia di persone, risucchiate oggi nel circuito repressivo.

Sottolinea come l’insensatezza delle leggi criminogene sulle droghe sia emersa in tutta la sua evidenza grazie all’azione nonviolenta del segretario di Radicali Cuneo, Filippo Blengino, che, a seguito della pubblicazione di un video sui social dove autodenunciava la coltivazione di una pianta di cannabis, è stato sottoposto a perquisizione ed è oggi indagato per il reato di istigazione a delinquere. Il Comitato manifesta quindi il pieno sostegno politico all’azione intrapresa.

Ribadisce le indicazioni della mozione congressuale relative alla  necessità di promuovere in Italia un referendum volto alla legalizzazione della Cannabis. Viste le interlocuzioni intervenute sul tema con l’Associazione Luca Coscioni, riguardo la possibilità di tentare una campagna referendaria sul tema utilizzando soprattutto la nuova opportunità della firma on-line, dà mandato al segretario e al tesoriere, in rappresentanza del movimento, di partecipare al deposito del quesito in Corte di Cassazione e successivamente di valutare, sentita la Direzione e il Comitato, l’eventuale partecipazione, anche dal punto di vista economico-finanziario, alla campagna di raccolta firme nei pochi giorni a disposizione, nel tentativo di raggiungere la quota minima di sottoscrizioni autenticate  e certificate.

Massimiliano Iervolino
Giulia Crivellini
Igor Boni

5 Settembre 2021