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Russia: bene Di Maio contro ambiguità Conte ma ora atti concreti, anche simbolici

10 Luglio 2022

Mattarella conferisca onorificenze a Navalny e Gorinov

“Ottimo il ministro degli Esteri contro le ambiguità di Giuseppe Conte ma non basta. Di Maio proponga a presidente Mattarella onorificenze per Aleksei Navalny e Aleksei Gorinov e revochi tutte le 30 onorificenze date a uomini di Putin”,  così in una nota Massimiliano Iervolino, Igor Boni e Giulio Manfredi, segretario, presidente e membro di giunta di Radicali Italiani.

“Le chiare e nette dichiarazioni del ministro Di Maio contro le ambiguità di Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina sono apprezzabili e condivisibili. Ma ci vuol altro e di più per eliminare il sospetto che si tratti di pura e semplice guerra di bande tra grillini di ieri e grillini di oggi. Servono, per esempio, atti simbolici ma concreti: serve che il Ministro degli Esteri termini le procedure per la revoca di tutte e 30 le onorificenze della Repubblica Italiana assegnate dal 2014 a uomini di Putin (finora ne sono state revocate solo quattro).

Ricordiamo che ben 22 onorificenze sono state assegnate ai russi da quando di Maio è ministro degli Esteri (5 settembre 2019). Ma servono anche atti positivi. Invieremo oggi al presidente Mattarella e al ministro Di Maio una richiesta ufficiale affinché concedano l’onorificenza della Repubblica Italiana a due cittadini russi: Aleksei Navalny e Aleksei Gorinov.

Il primo per la sua decennale opposizione al regime di Putin, pagata con un tentativo di avvelenamento, un processo farsa e una condanna a nove anni di carcere duro. Il secondo per avere avuto il coraggio di dichiarare pubblicamente la sua opposizione alla guerra in Ucraina (anche durante il processo), pagando il suo coraggio con una condanna a sette anni di carcere.

Negli anni di piombo le Brigate Rosse inventarono lo sciagurato slogan: “Colpirne uno per educarne cento”. Lo Stato terrorista chiamato Russia ha fatto proprio tale slogan. Anche un’onorificenza può servire a fare sentire meno soli i pochi cittadini russi che hanno il coraggio di dire NO al terrorista Vladimir Putin”, concludono.

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