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Sepoltura feti: passi avanti anche grazie alla nostra denuncia. Martedì conferenza stampa


“Ieri è stata approvata in Campidoglio una modifica di regolamento cimiteriale in materia di prodotti abortivi che prevede esplicitamente il necessario consenso della donna e una procedura di seppellimento che garantisca la tutela della riservatezza e della dignità personale.

Finalmente un bel passo in avanti anche grazie alla nostra denuncia”, così in una nota Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali Italiani, Francesca Tolino, testimonial della campagna Libera di Abortire e l’avvocato Francesco Mingiardi, già segretario di Radicali Roma.

L’8 marzo del 2021 abbiamo agito infatti in Tribunale contro AMA, ASL e Ospedale San Giovanni, contro l’esposizione pubblica, su croci di metallo, del nome di chi ha vissuto l’esperienza dell’aborto; una prassi che ‘crocifiggeva’ scelte legittime, private e personalissime. Abbiamo agito legalmente a nostro rischio e a nostre spese chiamando direttamente in causa gli enti regionali e comunali responsabili.

Dopo il disinteresse dimostrato dalla giunta Raggi, con i nuovi assessori della giunta Gualtieri l’iniziativa ha trovato finalmente una prima sponda istituzionale. La delibera comunale adottata ieri infatti costituisce il primo atto esecutivo del percorso intrapreso con il Comune per la conciliazione dell’azione popolare proposta lo scorso anno, un percorso che ha avuto come presupposto l’immediata ammissione degli errori commessi.

Il testo della delibera approvata mette al centro la figura della paziente che non è più né parente, come vorrebbe la normativa nazionale, né genitore, ma semplicemente l’unico soggetto giuridico autorizzato a disporre del proprio corpo. La delibera, inoltre, accoglie tutte le proposte di modifica fatte da noi rispetto all’iniziale documento di giunta presentato nell’aprile scorso: elimina il riferimento alla genitorialità rispetto ai non nati e la locuzione “patria potestà” per le scelte fatte in nomi di minorenni.

Al contrario del Comune, la Regione Lazio non ha finora fatto la sua parte. Manca ancora la definizione esatta dell’informativa che deve essere data dalle strutture ospedaliere. Chi deve chiedere la sepoltura o la cremazione deve essere informato di questa responsabilità e deve poter scegliere.

L’intera vicenda e i prossimi passi necessari verranno approfonditi in una conferenza stampa convocata per martedì prossimo alle 11.00 presso la sede di Radicali Italiani in via Bargoni, 34”.