“Ci voleva il presidente ucraino Zelensky per portare all’attenzione dell’opinione pubblica europea il caso di Mikheil Saakashvili, ex presidente della Georgia, europeista e anti Putin, condannato a sei anni carcere per ‘abuso di potere’ e rinchiuso dal 2021 in un ospedale-prigione.
L’ultimo suo video lo ritrae emaciato e debilitato, con lividi sul corpo; sono state riscontrate anche tracce di mercurio e arsenico nelle unghie e nei capelli”, così in una nota Massimiliano Iervolino, Igor Boni e Giulio Manfredi, segretario, presidente e membro di giunta di Radicali Italiani.
“Saakashvili chiede di poter essere curato adeguatamente in una struttura scelta da lui, controllato tramite braccialetto elettronico. Il presidente ucraino Zelensky è riuscito a trovare il tempo per convocare l’ambasciatore georgiano e per rispedirlo a Tbilisi per consultazioni con il suo governo sul caso Saakashvili.
Non pretendiamo che il ministro degli Esteri Tajani faccia altrettanto; conosciamo l’uomo, non ne sarebbe capace. Ma Tajani potrebbe attivare il nostro ambasciatore in Georgia perché si rechi a visitare Saakashvili per appurare le sue condizioni di salute.
È la stessa richiesta che facciamo da mesi per Aleksei Navalny. Il regime di Putin controlla i suoi due più acerrimi oppositori, sia in Russia sia in Georgia, e applica il metodo sovietico: non uccidere ma debilitare fino alla morte. Il governo italiano rimarrà alla finestra?”, concludono.