“Seicento euro al mese per uno stage in cybersecurity a Milano. È quanto offre l’Inter in un annuncio rivolto a giovani che possono arrivare sul mercato dopo anni di università, una magistrale, magari master e certificazioni. Il tutto in una città dove una stanza singola costa ormai in media oltre 700 euro al mese. E non parliamo di una piccola impresa in difficoltà: l’Inter ha registrato 567 milioni di euro di ricavi e oltre 35 milioni di utile nell’ultimo bilancio. Se neppure grandi realtà con queste disponibilità economiche valorizzano adeguatamente l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, abbiamo un problema che va ben oltre il singolo annuncio. In Italia continuiamo troppo spesso a considerare un giovane qualificato come un ragazzetto che dovrebbe ringraziare per l’opportunità, anche quando porta competenze nuove e preziose in settori strategici come la cybersecurity. Il risultato è una ‘meritocrazia’ sempre più ereditaria: solo chi ha una famiglia che può mantenerti, può permettersi uno stage da 600 euro a Milano. Questo non significa valorizzare i talenti e non possiamo poi sorprenderci se tanti giovani qualificati scelgono di andare dove le loro competenze vengono pagate decentemente. Se chiediamo preparazione, competenze e talento, dobbiamo cominciare a pagarli”, dichiara Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani.

