“Il reato di femminicidio è una scelta simbolica e inefficace. Lo sosteniamo da sempre, ben prima che il generale Vannacci decidesse di accorgersene. La proliferazione di nuovi reati non previene la violenza e alimenta una deriva giustizialista e simbolica del diritto penale. Quando però proponiamo prevenzione, informazione sessuo-affettiva e strumenti concreti contro la violenza di genere, la destra alza barricate ideologiche. La differenza è tutta qui: noi siamo contrari al reato di femminicidio per ragioni costituzionali; Vannacci lo è oggi per puro e becero opportunismo. Noi riteniamo che occorra investire sempre in prevenzione e mai in aumenti di pena: sul femminicidio come sulle droghe, sull’immigrazione come sulla sicurezza; Vannacci continua a coltivare una visione retrograda e maschilista della società” – lo affermano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e Marianna Caiazza, avvocato penalista.

