Cannabis: Blengino (Radicali), “Ci hanno fermati a Bologna? Pronte nuove disobbedienze”

“Dopo il fermo e la contestazione dell’articolo 75 nei confronti dei cinque dirigenti radicali che ieri sera hanno preso parte all’azione di disobbedienza civile in Piazza Verdi, a Bologna, una cosa è ancora più evidente: il proibizionismo continua a sottrarre tempo e risorse pubbliche senza rendere le città più sicure” – dichiara Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani e promotore dell’iniziativa che ieri sera ha coinvolto alcuni attivisti e dirigenti radicali, tra cui Matteo Hallissey (Presidente Più Europa e Radicali), Arcangelo Macedonio (Segreteria Più Europa); Bianca Piscolla (Direzione Radicali Italiani, Dario Riccomi (attivista) -. “Ci scusiamo con le forze dell’ordine per averle costrette a impiegare oltre dieci agenti, due volanti e la squadra scientifica per reprimere quattro canne invece di contrastare la criminalità che produce vittime ogni giorno – prosegue Blengino -. Per quanto mi riguarda si tratta della seconda contestazione, con tutte le conseguenze amministrative previste da una normativa tanto ideologica quanto fallimentare. Ma chi dovrebbe davvero chiedere scusa agli italiani è quella politica che continua ad alimentare il mercato nero, arricchire le mafie, intasare prefetture e tribunali e distogliere le forze dell’ordine dai reati che mettono realmente a rischio la sicurezza dei cittadini. Per questo non ci fermeremo: nei prossimi giorni sono in programma iniziative di presentazione delle nostre proposte sulla sicurezza e del volume La Repubblica della Paura con annesse disobbedienze civili. Nelle prossime due settimane ripartiremo da Prato, Milano e Monza, fumando cannabis pubblicamente per dire una cosa molto semplice: legalizzazione uguale sicurezza!” – conclude.