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Lancio della campagna Libera di Abortire

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Lancio della campagna Libera di Abortire

21 Maggio 2021 @ 12:00 13:00

Conferenza stampa

Lancio della campagna Libera di Abortire

venerdì 21 maggio ore 12.00

Roma

sede Radicali Italiani

via Angelo Bargoni, 32-36

Arriva nella Capitale la campagna nazionale Libera di Abortire promossa da Radicali Italiani insieme a  IVG ho abortito e sto benissimo, Non è un veleno, UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), Giovani Democratici Abruzzo, Giovani Democratici Milano, Si può fare e Take… Action! 

A 43 anni dalla legge sull’aborto 194/1978 in Italia non è possibile, di fatto, accedere liberamente all’interruzione volontaria di gravidanza a causa del numero altissimo di obiettori, delle violenze fisiche e psicologiche inflitte a chi decide di richiedere il servizio di IVG, dell’assenza di informazioni chiare e scientificamente corrette e delle amministrazioni anti-abortiste. 

Il primo obiettivo di Libera di Abortire è quello di informare i cittadini riguardo al diritto all’aborto e la situazione italiana diffondendo nelle dieci città che più sono penalizzate i manifesti creati appositamente per la campagna con le storie vere di chi ha scelto autonomamente e responsabilmente di accedere al servizio di IVG trovando numerosi ostacoli. Una campagna di comunicazione che punta a eliminare lo stigma e il senso di colpa che una retorica conservatrice vuole far ricadere sulle donne. 

Inoltre, in conferenza stampa verrà illustrato l’appello al ministro della salute Roberto Speranza che contiene proposte concrete per facilitare l’accesso alle informazioni e alle pratiche per le persone che hanno deciso di abortire. 

Dopo Pescara la Capitale è la seconda tappa per presentare la campagna. A Roma intere strutture ospedaliere non permettono di accedere al servizio di interruzione volontaria di gravidanza e nel Lazio i tassi di obiezione di coscienza esercitata da ginecologi, anestesisti e operatori sanitari hanno reso necessario già nel 2015 l’intervento delle istituzioni regionali e l’avviamento di un bando volto ad assumere personale non obiettore. Un intervento necessario ma non sufficiente se isolato e non ripetuto nel tempo: molte delle storie che hanno dato vita all’inchiesta #innomeditutte de L’Espresso descrivono la mancanza di cura e disservizi proprio negli ospedali romani. Una di esse è quella di Francesca Tolino, oggi testimonial della campagna Libera di Abortire, che ha anche denunciato l’ospedale San Giovanni, l’Ama e l’Asl Roma 1 per il seppellimento del proprio feto senza consenso al Cimitero Flaminio, corredato da croce con il suo nome sopra. Una prassi che ha coinvolto moltissime donne per cui sono stati chiesti i danni ai responsabili tramite un’azione popolare indetta da Radicali Italiani. 

Partecipano:

Giulia Crivellini, avvocata e tesoriera di Radicali Italiani

Francesca Tolino, attivista e protagonista dell’inchiesta de L’Espresso #innomeditutte

Federica di Martino, IVG ho abortito e sto benissimo 

Vittoria Costanza Loffi, attivista della campagna Libera di Abortire

Chiara Ercolani, Non è un veleno

Adele Orioli, UAAR

Alessandro Capriccioli, Consigliere +Europa/Radicali Regione Lazio

Francesco Mingiardi, presidente Radicali Roma 

N.B. Al termine della conferenza stampa ci sarà un momento foto con gli attivisti e uno dei camion vela utilizzati per la campagna nelle varie città. 

Scopri di più su Libera di Abortire

sito: http://liberadiabortire.it/ 

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