“‘Come si cambia, per non morire’, suonava un noto pezzo della musica italiana. E ogni volta che le elezioni sono sull’uscio la canzone è puntuale: una sequela di mostruosità sulla razza, sulle tradizioni, sulla purezza italica. Negli scorsi giorni, infatti, Meloni ha urlato ad alta voce il suo ‘nuovo’ programma elettorale: tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi, obbligo di studiare l’italiano per i genitori dei ragazzi con difficoltà di inserimento, divieto di burqa e niqab a scuola. Per farla breve: inseguire Vannacci per non perdere. Sopravvivere prima di soccombere. Nelle urne e sulle poltrone dei ministeri, s’intende. Poco importa che il centrodestra, per istituzionalizzarsi, abbia tentato un processo di moderazione e civilizzazione dialettica. Una ‘facciata’ necessaria, per chi governa. È bastato Vannacci per catapultare i ‘moderati’ meloniani ai tempi di Almirante. Il problema è che tutto questo, ovviamente, non regge. Lo ha già chiarito l’Associazione nazionale presidi: «non si possono cacciare gli alunni dalle classi». La miseria morale è tanta se, per calcolo politico, si arriva persino a bersagliare i ragazzini al liceo”, così in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

