“Vent’anni fa ci lasciava Luca Coscioni, attivista per i diritti umani, economista e docente universitario. La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ne segnò il corpo, ma non riuscì mai a fermare la sua forza e il suo coraggio. Coscioni trasformò la propria malattia in una battaglia collettiva per la libertà di tutti: quella per la ricerca scientifica, il diritto alla cura e all’autodeterminazione. Presidente di Radicali Italiani fino alla sua morte, nel 2002 fondò l’Associazione Luca Coscioni e guidò una stagione di mobilitazione che mise in discussione la legge 40 e l’impianto proibizionista che soffocava la ricerca e negava diritti alle persone. A vent’anni dalla sua scomparsa, molte battaglie sono state vinte anche grazie al suo coraggio: la Corte costituzionale ha smantellato parti fondamentali della legge 40, il Parlamento ha approvato la legge sul testamento biologico, si sono aperti varchi sul fine vita. Ma non basta. Ancora oggi la politica italiana arretra davanti ai diritti e ancora oggi l’autodeterminazione è ostacolata. Se vogliamo onorare davvero Luca Coscioni, dobbiamo tornare al suo metodo. E sì, dobbiamo tornare a far tremare il Vaticano”, lo dichiara Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

