Torture al carcere di Torino: Radicali, “Nessuno è al di sopra della legge”

“La conclusione del processo per torture nei confronti di alcuni agenti del carcere di Torino dimostra che nessuno è al di sopra della legge, neppure chi indossa una divisa. I gravi fatti di violenze e torture a cui troppo spesso assistiamo sono stati per anni insabbiati o liquidati come casi isolati. Noi, al contrario, continuiamo a difendere con forza il reato di tortura, contro chi vorrebbe svuotarlo o cancellarlo, anche e soprattutto per tutelare i detenuti e la stragrande maggioranza degli operatori della Polizia penitenziaria che ogni giorno svolgono il proprio servizio nel pieno rispetto della legge. In una democrazia non può esserci alcuno spazio per chi utilizza forza e violenza nell’esercizio delle proprie funzioni. Ma non bastano prevenzione e monitoraggio: il carcere italiano è oggi una fabbrica di crimini, violenze e atti vessatori. Se non verrà cambiato nella sua struttura radicale, continuerà a essere un luogo in cui suicidi, autolesionismo, risse, aggressioni al personale e torture resteranno all’ordine del giorno”. Lo affermano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e Giulia Casalino, membro del Comitato nazionale del partito.