“Apprendiamo con stupore e forte preoccupazione il contenuto del comunicato stampa diffuso oggi dalla Corte costituzionale sull’articolo 187 del Codice della strada, nella formulazione introdotta dalla riforma voluta da Matteo Salvini. Siamo di fronte ad una Consulta che normalizza calpestare principi cardine del nostro ordinamento – dichiarano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e l’avvocato Marianna Caiazza. Secondo la Corte, la norma non sarebbe incostituzionale nella misura in cui la punibilità della condotta di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti presupporrebbe comunque l’accertamento di una effettiva incapacità alla guida, non più attraverso una valutazione medica, come avveniva prima della riforma, ma mediante analisi tossicologiche, in particolare del sangue. Una conclusione che lascia interdetti. La Corte sceglie di non dichiarare l’incostituzionalità di una disposizione oggettivamente sproporzionata, che viola principi cardine dell’ordinamento costituzionale, a partire dal principio di offensività, dal principio di proporzionalità e dal divieto di punire condotte meramente astratte o presunte. Più che un giudizio, quello della Consulta sembra un pre-giudizio su una legge che numerosi giuristi hanno già definito illiberale e irragionevole. Ad oggi non esistono linee guida, né soglie condivise, né protocolli normativi che consentano di stabilire quando la presenza di una sostanza nel sangue corrisponda a una reale alterazione della capacità di guida, come invece avviene da decenni per l’alcol. Per queste ragioni, a partire dalla prossima udienza fissata per aprile, nel processo per la disobbedienza civile promossa proprio contro l’articolo 187, andremo avanti nella nostra battaglia. Siamo pronti a percorrere tutte le strade giudiziarie, anche oltre i confini nazionali, per abbattere una norma ingiusta, e a promuovere, se necessario, nuove forme di disobbedienza civile, La battaglia contro questa riforma non si ferma oggi. Oggi, semmai, ricomincia”, concludono Blengino e Caiazza.

