“Oggi la Giudice Giulia Malaponte del Tribunale di Roma ha disposto il non luogo a procedere nei miei confronti per la disobbedienza civile di inizio 2025, quando mi misi alla guida a due giorni di distanza dal consumo di cannabis. L’obiettivo era chiaro: portare la nuova norma alla Corte costituzionale. E alla Consulta la norma è arrivata. Ma la sentenza che ne è seguita non ha sciolto i dubbi che rendono ancora oggi questa norma estremamente pericolosa – lo afferma in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani -. La mia vicenda – prosegue- dimostra il paradosso prodotto dalla riforma Salvini: nessuno sa stabilire con criteri scientifici certi quando una persona sia effettivamente sotto l’effetto di stupefacenti al momento della guida. Il mio processo finisce qui, ma questo non luogo a procedere conferma il problema: “una norma che pretende di punire senza riuscire a stabilire con certezza se la persona al volante sia in stato di alterazione psicofisica è inapplicabile e, pertanto, pericolosa”” – lo afferma in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani.

