Pride: Radicali, “Servono tutele per comunità transgender in carcere”

“«Noi siamo la voce più bassa, la voce muta che non si sente, vogliamo far sentire la nostra voce, siamo detenute ma ci siamo. Non siamo solo qui a scontare la pena!». Così si legge in una lettera proveniente dalla sezione transgender del carcere di Secondigliano, letta in occasione del Napoli Pride. Una manifestazione che dovrebbe essere uno spazio in cui la comunità Lgbtqia+ rivendica diritti e tutele, ma anche un luogo di incontro tra identità e realtà particolari, di condizioni specifiche ed esigenze intime di chi vive sulla propria pelle forme di esclusione sessuale e identitaria. Tra queste, senza dubbio, c’è la comunità transgender carceraria: una minoranza nella minoranza che da anni subisce le più dure forme di discriminazione e la cui condizione, spesso, resta ai margini della tutela dietro le sbarre. Ecco perché, in un Paese che sembra aver smarrito la centralità degli ‘ultimi’, la voce delle persone trans nelle carceri racconta cosa significa davvero essere abbandonati dallo Stato”, scrivono in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e Bruno Gambardella, Presidente del Comitato nazionale.