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Ambiente: Relazione Commissione europea significativa, denunciamo inadempienze dell’Italia da anni

19 Maggio 2019


“La relazione della Commissione europea sull’attuazione delle politiche ambientali 2019 (che si riferisce all’anno 2018), presentata nei giorni scorsi a Bruxelles, conferma quanto diciamo e denunciamo da tempo: l’Italia sulle politiche ambientali è in un pericoloso ritardo”, lo dichiarano in una nota Francesco Mingiardi, candidato Radicale nelle liste di Più Europa (circoscrizione Italia centrale), e Massimiliano Iervolino membro della direzione nazionale di Radicali italiani.

“Infatti delle 71 procedure di infrazione pendenti sul nostro Paese, 17 riguardano materie ambientali: è la materia su cui la Commissione europea ci contesta più inadempienze. Tanto è vero che su questo argomento paghiamo multe su tre procedure arrivate a doppia sentenza da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea: sulle discariche abusive, sulla crisi dei rifiuti in Campania e sulle acque reflue, per un totale, ad oggi, di circa 400 milioni di euro. Cifra destinata a crescere poiché l’Italia continua ad essere inadempiente.

A ciò si aggiungano le contestazioni della Commissione europea riguardanti la qualità dell’aria, infatti l’Italia è sotto procedura per superamenti dei limiti di biossido di azoto e polveri sottili, questioni molto rilevanti e preoccupanti, tanto è vero che secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’inquinamento atmosferico è stato responsabile di circa 74mila morti premature nel nostro Paese nel 2015″, ricordano Mingiardi e Iervolino. “Bisogna aggiungere, come fa la relazione della Commissione europea, che sulla gestione dei rifiuti, l’Italia sconta un ritardo storico che riguarda soprattutto l’impiantistica sia a supporto della differenziata che dell’indifferenziata: il nord è pieno di impianti, il centro sud è molto carente.

Meridione d’Italia attanagliato da un altro problema ambientale non da poco: la mancanza ovvero l’inadeguatezza degli impianti di depurazione, su questa questione ci sono ben 4 procedure di infrazione aperte, di cui una, come visto in precedenza, già arrivata a doppia condanna, quindi a sanzioni pecuniarie. In poche parole l’Italia sulle questioni ambientali ha molto da fare, e meno male che c’è l’Europa che funge da pungolo, altrimenti ci troveremmo ancora con una legislazione da terzo mondo”, concludono.

7 maggio 2019

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