Per l'alternanza democratica

La Costituzione e i principi del nostro ordinamento fissano una regola chiara: dopo due mandati consecutivi come sindaco, non si può usare un trucco burocratico per candidarsi di nuovo. È necessario un vero e adeguato periodo di distacco, non una semplice e breve interruzione formale.

Questo principio è la traduzione pratica di un valore vitale per la democrazia: l’ALTERNANZA. La regola esiste per impedire che il legame tra un amministratore e la macchina comunale si trasformi, nel tempo, in un sistema chiuso di potere personale. L’obiettivo è evitare che la gestione delle risorse pubbliche e le reti di relazioni si consolidino sempre attorno alla stessa figura, bloccando il rinnovamento e alterando la libertà di voto dei cittadini.

A Prato questo principio fondamentale è stato palesemente violato. Matteo Biffoni ha governato la città per dieci anni ininterrotti, dal 2014 al 2024. La brevissima e traumatica parentesi della sindaca Ilaria Bugetti, durata appena dodici mesi, non rappresenta in alcun modo quell’interruzione vera e profonda che la nostra Costituzione richiede per garantire un ricambio effettivo.

Pretendere di azzerare un decennio di potere ininterrotto con un mandato durato così poco è una finzione che svuota di senso le regole democratiche.

Questa battaglia non è contro una persona, né contro i cittadini che hanno espresso il loro voto.

È un’azione in difesa dei principi cardine della nostra Costituzione: l’uguaglianza tra i candidati, l’imparzialità di chi amministra e il necessario ricambio di chi ci governa. Le regole devono valere per tutti: il potere politico non può consolidarsi all’infinito, riducendo la democrazia locale a una gestione personale inamovibile.

Abbiamo presentato un ricorso al Tribunale di Prato, con la certezza che un’elezione non può cancellare il fatto che un candidato non avesse i requisiti legali per presentarsi fin dal principio. Lo stabiliscono la Costituzione e le leggi uguali per tutti, prima ancora dei voti.

Proprio perché una legge vitale a garanzia della democrazia rischia di essere raggirata giocando sulle parole, questa battaglia assume un’importanza nazionale. Il caso di Prato può essere il primo di tanti: chiederemo che sia la Corte Costituzionale a esprimersi definitivamente, per impedire che la regola dell’alternanza venga aggirata in tutta Italia attraverso semplici scappatoie temporali.

Siamo certi delle nostre ragioni e dell’esito di questo percorso. Insieme porteremo questa battaglia fino alla Corte Costituzionale, per ripristinare il rispetto delle regole nell’esclusivo interesse della cittadinanza, della parità di condizioni per tutti e della qualità della nostra democrazia.

Le regole valgono per tutti. Anche per chi governa.

Se passa il principio che bastano pochi mesi per aggirare il limite dei mandati, domani potrà accadere ovunque.

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