Appello contro l’intimidazione e per la difesa dell’aborto libero e sicuro
Ogni sera alle 20:00 in punto qualcuno vuole decidere sul tuo corpo. Sul nostro corpo.
Succede a Sanremo, dove il vescovo ha inaugurato una campana che suona per ricordare i bambini mai nati.
L’ennesima violenza inaccettabile contro chi pratica l’interruzione volontaria di gravidanza.
Il corpo è nostro.
Non è della Chiesa, non è dello Stato, non è della morale altrui.
Le campane che suonano contro l’aborto non commemorano nulla, non piangono nessuno: suonano contro di noi, contro i nostri corpi liberi, per colpevolizzarci, intimidirci e quindi controllarci.
Sono un messaggio chiaro e violento rivolto a chi ha abortito, a chi abortirà, a chi rivendica il diritto di decidere su se stesso.
Non è una questione di credo, È PROPAGANDA!
Tollerare questa violenza psicologica esercitata nello spazio pubblico è inaccettabile.
Ancora più grave è il silenzio delle istituzioni, che hanno il dovere di tutelare i diritti, non di legittimare pratiche che li mettono in discussione.
Per questo pretendiamo:
• la fine immediata dei rintocchi quotidiani della campana come di ogni altra iniziativa che sfrutti simboli religiosi per attaccare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza;
• una presa di posizione pubblica e netta delle istituzioni, che smettano di tacere e difendano il diritto all’aborto libero, sicuro e accessibile sancito dalla legge 194
• la fine di ogni intimidazione simbolica e psicologica contro chi esercita una scelta legale e legittima
FONDATO
IL 14 LUGLIO 2001
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