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RADICALI, TASSA ETICA: “PRETESTUOSE LE ACCUSE, BASTA STRUMENTALIZZARE. LA BATTAGLIA CONTINUA IN PARLAMENTO E NEI TRIBUNALI”

“Smentiamo le dichiarazioni di chi sostiene che la raccolta firme per abolire la tassa etica non avrebbe raccolto 50mila firme. Basta strumentalizzare il tema per dissidi interni ai partiti coinvolti. Abbiamo festeggiato il traguardo delle 50mila firme negli scorsi mesi, un risultato politico frutto dell’impegno di chi ha creduto in questa battaglia e della partecipazione di centinaia di persone. Pochi giorni dopo avremmo avuto l’appuntamento al Senato, ma i Comuni non hanno inviato in tempo i certificati elettorali necessari, nonostante la legge preveda un termine di 48 ore per il rilascio. Niente che non fosse noto alle forze aderenti. Non ci siamo fermati. Oltre ai solleciti e alle proposte concrete per cambiare questo sistema che ostacola la partecipazione diretta dei cittadini, abbiamo raccolto la disponibilità dei parlamentari delle forze aderenti a depositare la proposta e aperto un dialogo anche con esponenti della maggioranza, con l’obiettivo di inserire l’abolizione della tassa etica come proposta trasversale alla Camera dei Deputati. Nel frattempo, abbiamo impugnato la prima cartella esattoriale: un passo importante per portare avanti questa battaglia anche nelle sedi giudiziarie. Chi oggi lancia insinuazioni avremmo voluto vederlo ai banchetti, accanto a chi ha messo a disposizione il proprio tempo e le proprie energie. Quello su cui chiediamo attenzione è ancora una volta il tema, che non deve prestarsi a strumentalizzazioni legate alle dinamiche interne ai partiti coinvolti, per raggiungere l’obiettivo, ovvero che i lavoratori possano smettere di essere vessati da una tassa discriminatoria e irragionevole”, lo affermano le coordinatrici della campagna, tra cui Valentina Nappi e Debora Striani