Quando scompare una persona cara la tentazione è quella di parlare del nostro dolore e dimenticare la persona che se n’è andata. Questa volta, anche se preannunciata, la morte ha colpito profondamente al cuore. Ora finalmente da questa nebbia Olivier mi appare vivo nella bellezza della sua esistenza e di quanto ha saputo donare.
Per quanto mi riguarda e, penso, non solo per me il momento più bello è stato il congresso di Budapest del 1989. Alla vigilia forse intuibile, ma non prevedibile della caduta del muro di Berlino, che avvenne circa sei mesi dopo.
Il primo congresso (e forse l’unico) di un partito democratico occidentale oltre la cortina di ferro. Dopo il tentativo di tenere il congresso nell’allora Iugoslavia bloccato da Milosevic e un tentativo irrealizzabile a Vienna fu Olivier a convincere Marco, e noi di conseguenza, a tentare il congresso in Ungheria.
E grazie a Olivier organizzammo quel meraviglioso primo incontro ufficiale e pubblico, nella stessa aula dove si erano svolti i processi staliniani, tra i rappresentanti del governo e quelli delle forze di opposizione incluso l’allora ‘Partito dei giovani’ FIDESZ. Fu un incontro storico per l’Ungheria, per l’Europa, di cui si rischia di perdere la memoria. Olivier lo volle con tutta la determinazione, l’ostinazione, la forza di cui era capace, e che spesso non gli perdonavamo.
Oggi Olivier inizia a vivere in me in questo momento della sua e della mia vita.
Grazie
Paolo Vigevano

Autore foto: Lorenzo Ceva Valla.

