La vicenda di Rogoredo dimostra che la cronaca non è politica. E trasformarla in propaganda è semplicemente indegno.
Abbiamo assistito prima a difese aprioristiche (“poliziotto sempre innocente” / “immigrato sempre colpevole”) con raccolte firme e video delle destre a dir poco lunari. Poi, all’apertura delle indagini per omicidio, imbarazzo (rimozioni video) e improviso disgusto.
Questo modo di usare i fatti di sangue per fare consenso è squallido: la giustizia non funziona per appartenenza. Non esistono innocenze o colpe per categoria.
La presunzione di innocenza vale sempre. Lo dice la nostra Costituzione: l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Per questo diciamo no a ogni difesa o condanna aprioristica. E diciamo no anche a Decreti sicurezza costruiti sull’emotività e a scudi penali che alterano l’equilibrio dello Stato di diritto.
Il garantismo è un principio costituzionale, non una protezione per gli amici.
Per questo, con questo appello, ribadiamo che il poliziotto di Rogoredo – come chiunque altro, indipendentemente dal gruppo sociale di appartenenza – per noi rimane innocente fino a prova contraria. E l’uso di vicende di cronaca per tifoserie è, sempre e comunque, spazzatura.
Garantismo sempre. Non a giorni alterni.
FONDATO
IL 14 LUGLIO 2001
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