Io NON sto con la propaganda

La vicenda di Rogoredo dimostra che la cronaca non è politica. E trasformarla in propaganda è semplicemente indegno.

Abbiamo assistito prima a difese aprioristiche (“poliziotto sempre innocente” / “immigrato sempre colpevole”) con raccolte firme e video delle destre a dir poco lunari. Poi, all’apertura delle indagini per omicidio, imbarazzo (rimozioni video) e improviso disgusto.

Questo modo di usare i fatti di sangue per fare consenso è squallido: la giustizia non funziona per appartenenza. Non esistono innocenze o colpe per categoria.

La presunzione di innocenza vale sempre. Lo dice la nostra Costituzione: l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Per questo diciamo no a ogni difesa o condanna aprioristica. E diciamo no anche a Decreti sicurezza costruiti sull’emotività e a scudi penali che alterano l’equilibrio dello Stato di diritto.

Il garantismo è un principio costituzionale, non una protezione per gli amici.

Per questo, con questo appello, ribadiamo che il poliziotto di Rogoredo – come chiunque altro, indipendentemente dal gruppo sociale di appartenenza – per noi rimane innocente fino a prova contraria. E l’uso di vicende di cronaca per tifoserie è, sempre e comunque, spazzatura.

Garantismo sempre. Non a giorni alterni.