“Quanto pubblicato dal segretario del Vescovo di Aosta è di una gravità intollerabile. Accostare il Pride alla svastica nazista è un’equiparazione aberrante, tanto più considerando che nei lager proprio le persone LGBTQ+ venivano contrassegnati con il triangolo rosa. Sconcerta la scelta del Vescovo di liquidare l’accaduto come “parere personale”. Ci aspettiamo una presa di distanza inequivocabile e una seria valutazione dell’accaduto. La Chiesa, storicamente, non è stata estranea alla cultura della discriminazione delle persone omosessuali contro cui ancora oggi i Pride rivendicano libertà e uguaglianza. È una ragione in più perché il Vescovo di Aosta, come altre figure del clero hanno saputo fare con ben altra sensibilità, condanni anziché minimizzare. Grave, infine, il silenzio delle forze politiche valdostane: davanti a un episodio simile, tanta cautela restituisce l’immagine di una politica ancora subalterna al potere clericale in un Paese laico” – lo dichiarano Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, e Flavio Martino, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e dell’Assemblea nazionale di +Europa.



