“Esprimo la mia solidarietà alla giornalista Giulia Innocenzi per gli attacchi di queste ore. Trovo paradossale che si tenti di screditare una giornalista perché è riuscita a raccogliere privatamente i fondi necessari a realizzare Food for Profit, un documentario dichiaratamente indipendente che negli ultimi anni ha avuto una diffusione rarissima per un prodotto di questo genere in Italia”, dichiara Matteo Hallissey, Presidente di +Europa e Radicali Italiani. “Parliamo di un progetto capace di coinvolgere migliaia di persone, raccogliere risorse attraverso donazioni private e piccole contribuzioni, essere proiettato centinaia di volte dal basso e poi arrivare anche su Report, che lo ha trasmesso senza averlo prodotto. In un Paese in cui cinema, documentari e iniziative culturali vengono spesso realizzati grazie a finanziamenti pubblici, riuscire a costruire un sostegno diretto attorno a un’inchiesta dovrebbe essere considerato un merito. Naturalmente è importante che ci sia trasparenza sui finanziatori di qualsiasi progetto. Proprio per questo, però, iniziative come quella di Innocenzi andrebbero apprezzate: il fundraising è stato dichiarato, i sostenitori sono stati resi noti e il carattere indipendente del lavoro non è mai stato nascosto. Una trasparenza su finanziamenti e conflitti di interessi che, peraltro, non sempre ritroviamo in tanti altri prodotti editoriali e culturali anche da parte dei giornali di destra che stanno attaccando Innocenzi per quel fundraising, a distanza di anni. Non sono certamente adottabile come un aprioristico sostenitore di tutto ciò che fa Report, ma provare a gettare ombre sulla trasmissione tramite questa polemica sul documentario rappresenta una bassa manipolazione. Food for Profit ha dimostrato che si può costruire giornalismo d’inchiesta anche fuori dai circuiti tradizionali, trovando cittadini disposti a sostenerlo direttamente. Dovremmo augurarci di vedere più esperimenti del genere”, conclude Hallissey.

