Carcere di Monza: Radicali, “Allarme cimici, subito fuori il detenuto ottantanovenne”

“Il carcere di Monza versa in condizioni critiche, ma continua a reggere grazie al lavoro del personale, che ogni giorno supplisce con professionalità alle gravi carenze dello Stato. A fronte di una capienza regolamentare di 411 posti sono oggi presenti 724 detenuti. Un sovraffollamento insostenibile, aggravato da una popolazione detenuta composta per oltre il 52% da cittadini stranieri e da una significativa presenza di giovani” – dichiarano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, Leonardo Stucchi, referente di Radicali Italiani a Monza, e Giulio Guastini, Coordinatore +Europa Monza , in seguito alla visita effettuata nella giornata di sabato 18 luglio -. “La struttura soffre problematiche incompatibili con un Paese che si definisce civile – proseguono -: l’emergenza psichiatrica è sempre più evidente, oltre 300 detenuti sono tossicodipendenti, costanti i problemi anche con l’alcol e il supporto all’integrazione può contare su un solo mediatore culturale, affiancato da un servizio a chiamata. A ciò si aggiungono il persistente problema delle cimici dei letti, la cronica carenza di personale e l’inagibilità di numerosi spazi dell’istituto. È poi inaudito, incomprensibile e gravissimo che tra i detenuti vi sia una persona di 89 anni. Uno Stato serio non lascia le persone spegnersi lentamente dietro le sbarre. Chi versa in condizioni incompatibili con la detenzione deve poter accedere senza ritardi alle misure previste dall’ordinamento, a partire dalla detenzione domiciliare e dagli altri istituti alternativi” – concludono.