Tassa Etica: Nappi-Radicali “E’ indegna e va abolita, penalizza Made in Italy”

“Siamo stati di fronte al Ministero del Made in Italy non solo per chiedere l’abolizione della tassa etica, ma per denunciarne la natura discriminatoria: un’imposta incostituzionale, violenta, in aperto contrasto con il principio di capacità contributiva e con il senso stesso di Stato laico. La nostra presenza davanti alle istituzioni serve a ribadire che anche noi, in quanto lavoratrici del porno, siamo contribuenti a pieno titolo”, dichiara l’attrice Valentina Nappi.

“Nessuno, per la professione che ha scelto liberamente di svolgere, può essere discriminato su base morale, tanto più quando tale giudizio proviene da uno Stato che finisce, così facendo, per penalizzarsi. La tassa etica, infatti, penalizza i prodotti pornografici italiani, il nostro Made in Italy del settore, e incentiva lo spostamento di capitali verso Paesi in cui i lavoratori non sono oggetto di stigma fiscale. Al di là della mera questione giuridica e tributaria, abolirla significa rimuovere un precedente pericoloso e riaffermare un principio fondamentale: ogni contribuente, ogni cittadino, ha pari dignità di fronte alla legge”, concludono Debora Striani e Irene Zambon, coordinatrici della campagna Stop Tassa Etica e membri di direzione di Radicali italiani e +Europa.