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Segretario, Tesoriera e Presidente in procura a Milano per denunciare presenza di iscritti inconsapevoli al Congresso del 8-10 dicembre


Oggi, presso la Procura della Repubblica di Milano, il segretario di Radicali Italiani Massimiliano Iervolino, la tesoriera Giulia Crivellini e il presidente Igor Boni, accompagnati dall’avvocato Francesco Mingiardi, hanno presentato formale denuncia poiché da verifiche effettuate sono risultati iscritti al congresso persone inconsapevoli, che non conoscevano Radicali Italiani, con una mail dedicata alle operazioni di voto che a loro detta non corrispondeva alla propria.

I tre dirigenti di Radicali Italiani hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Da verifiche telefoniche effettuate dalla tesoriera Giulia Crivellini è emersa una situazione penalmente rilevante. La totalità delle persone contattate, oltre a non sapere o avere idea vaga di cosa fosse Radicali Italiani, ha dichiarato che la mail con la quale si è registrata al congresso per poter votare, non corrispondeva alla mail di sua proprietà. Si configurerebbe così il reato di sostituzione di persona finalizzato, di tutta evidenza, a condizionare l’andamento del congresso. Sono emersi peraltro dati informatici a sostegno di quanto rilevato, come identici ip di provenienza.

Dato che a nostro avviso siamo in presenza di una organizzazione che sta dietro a queste violazioni e che anche una eventuale intesa o consenso con i soggetti titolari delle generalità non rileverebbe come scriminante, abbiamo ritenuto di denunciare immediatamente l’accaduto alla magistratura affinché si faccia luce sulle responsabilità.

La nostra storia di trasparenza, di lotta al malaffare politico, ci impone di tenere bene gli occhi aperti a partire da casa nostra. Come da storia radicale chiunque può iscriversi a Radicali Italiani ma occorre ovviamente che le iscrizioni siano volontarie e consapevoli e che, soprattutto, in sede congressuale quando si decide linea politica e si identifica un gruppo dirigente per condurla, ogni voto corrisponda inequivocabilmente a un iscritto e che non vi sia una mano che vota per molti. Per questo il nostro collegio di garanzia elettorale, dopo i fatti emersi, chiede che le prossime votazioni in sede congressuale siano effettuate tramite l’utilizzo dello spid”.