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Mandato arresto Putin: un anno di battaglia coronato da successo


Giornata storica, approvato anche il Codice dei crimini internazionali dal Consiglio dei ministri

“La Corte Penale fa suo lo slogan e il manifesto con il quale siamo scesi in piazza dal 24 febbraio 2022 con l’Associazione Cristiana degli Ucraini in Italia: Stop Putin, stop war!” Così in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani.

“Il nostro appello Putin all’Aja, per chiedere l’incriminazione di Vladimir Putin alla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, lanciato all’indomani dell’invasione su larga scala in Ucraina e proposto in 9 lingue, ha raccolto le firme di parlamentari, sindaci, di migliaia di cittadini europei; tra le più significative, quella di Akmed Zakayev, primo ministro della Repubblica cecena di Ickeria.

Solo una settimana fa avevamo inviato alla CPI le 10.000 firme per chiedere il mandato d’arresto per Putin, che rappresenta un fatto storico incontrovertibile. Un fatto che mette sul tavolo con una forza mai vista prima il diritto e la giustizia internazionale. Per noi è una vittoria immensa.

Ringraziamo il Procuratore Capo e tutta la CPI per questo atto che sarà dirimente per il futuro. – Proseguono i tre dirigenti di Radicali Italiani – Non c’è pace senza giustizia non è uno slogan ma l’unica possibilità per arrivare a una pace reale e giusta per tutti i cittadini e tutte le vittime. Chi si è macchiato di crimini di guerra e contro l’umanità deve essere processato. Vladimir Putin è un terrorista internazionale e un criminale di guerra responsabile di centinaia di migliaia di morti.

Ricordiamo che quando fu incriminato Slobodan Milosevic dal Tribunale ad hoc per i crimini commessi nella ex Jugoslavia, pur rimanendo ancora al potere a Belgrado, divenne un paria a livello internazionale e quel mandato di arresto fu l’inizio della sua fine politica.

Inoltre, proprio oggi il Consiglio dei ministri ha dato finalmente il via libera al Codice dei crimini internazionali, per dare attuazione agli obblighi assunti con lo Statuto di Roma istitutivo della Corte Penale internazionale; così l’Italia introduce anche il crimine di aggressione ed estende i crimini di guerra.

Il nostro sostegno all’azione della Corte penale internazionale e alle sue indagini in Ucraina – concludono i tre esponenti di Radicali Italiani – prosegue, la raccolta firme sull’appello Putin all’Aja infatti non si ferma. Ieri Milosevic, oggi Putin!”