Via Angelo Bargoni 32/36 00153 Roma
+39 06 87763 051 / +39 06 87763 053
info@radicali.it

Emergenza idrica Piemonte: siamo di fronte alla più grave siccità degli ultimi 50 anni


Il virus pare aver cancellato tutto il resto eppure il 2020 rischia di essere un anno maledetto anche per la carenza d’acqua

L’ARPA Piemonte fornisce i dati:
I bacini idrici piemontesi sono oggi al 29% della capacità massima teorica complessiva e hanno perso dal 1° gennaio a oggi circa 100 milioni di metri cubi d’acqua.
Le portate dei fiumi del Piemonte centrale e meridionale (bacini del Tanaro e del Po) sono ridotte dal 20% al 50% rispetto alla media del periodo.
Le precipitazioni nell’area centrale della regione sono circa 1/4 della media del primo trimestre dell’anno.
L’ARPA Piemonte fornisce sul proprio sito Internet
http://www.arpa.piemonte.it/export/bollettini/bollettino_idromensile.pdf
la previsione per il 2020, tramite la pubblicazione di scenari; di seguito lo scenario atteso (in arancione le aree con siccità moderata, in rosso con siccità severa e in rosso scuro con siccità estrema).
https://mcusercontent.com/98f6016f6efa7f2c5e3e5309b/images/91d81d36-5dea-4258-987e-8873d12eb9af.png

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente di Radicali italiani ed esperto in tematiche ambientali):

“Le previsioni dell’ARPA proposte nello scenario pubblicato fanno tremare le vene ai polsi. Nella psicosi collettiva da overbooking di informazione sul virus non ci stiamo accorgendo di una emergenza che potrebbe avere dimensioni molto rilevanti e conseguenze incredibilmente serie, a meno di precipitazioni abbondanti nel prossimo immediato futuro, che a oggi non sono tuttavia previste e prevedibili. Siamo in presenza di uno degli anni più siccitosi dell’ultimo mezzo secolo, siccità che ormai si ripete periodicamente con frequenza sempre maggiore: le riserve idriche sono al minimo, le precipitazioni nelle aree di pianura sono state quasi assenti per i tre mesi di inizio 2020 e le portate dei fiumi sono incredibilmente basse per questi mesi primaverili.


Il risultato è che le colture dell’intera regione sono a rischio così come gli approvvigionamenti idrici potabili in alcune aree, con il rischio aggiuntivo di trovarsi di fronte alla guerra dell’acqua tra gli agricoltori come già accaduto in passato. Sarebbe utile immediatamente costituire una task-force regionale che coinvolga pienamente anche il Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura, nonché le associazioni di categoria degli agricoltori, per programmare da subito, insieme, le misure da porre in essere nel caso questo periodo di siccità proseguisse ancora a lungo. 
Senza interventi strutturali sui sistemi di irrigazione e sul risparmio idrico, il 2020 rischia di essere un anno maledetto anche per la carenza d’acqua”.

11 aprile 2020

11 Aprile 2020