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Come organizzare un tavolo di raccolta firme mozioni, appelli, petizioni, sostegno...

 
 1. PREMESSA

Pur non essendo la generica “raccolta firme” disciplinata dalla nostra Costituzione [come ad esempio per il referendum (art.75), per le leggi di iniziativa popolare (art.71) o per le petizioni rivolte specificatamente alle Camere (art.50)], l’effettuazione di un tavolo nelle vie di un comune italiano per chiedere un sostegno personale e auspicabilmente anche economico (ai tavoli si possono raccogliere non solo le firme ma anche le iscrizioni ad uno dei soggetti dell’area radicale o liberi contributi a sostegno di un’iniziativa specifica) ad una politica locale, nazionale o internazionale deve considerarsi attività posta sotto la tutela degli artt. 17, 18 e 48 della Costituzione Repubblicana. Riunirsi per effettuare un generico tavolo di raccolta di firme costituisce, insomma, pur sempre l’esercizio un diritto di rango costituzionale.

2. IL PREAVVISO ALLA QUESTURA
Effettuare un tavolo con 2 o più persone in luogo pubblico - soprattutto se ampiamente convocato e pubblicizzato tramite gli organi di informazione anche quando preveda comizi o conferenze stampa introduttive - non richiede alcuna autorizzazione da parte degli organi di Pubblica Sicurezza (Questura).
Semplicemente sarà però necessario tre giorni prima dell’effettuazione darne preavviso scritto (utilizzando il Modulo di Preavviso Pubbliche Riunioni scaricabile dalla sezione Materiale).

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La mancanza del preavviso non determina automaticamente il divieto di effettuazione del tavolo. Sono previste però delle sanzioni.

 

3. AUTORIZZAZIONE PER L'OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO IN COMUNE
Per installare un tavolo in una pubblica via o piazza è necessario chiedere al Comune competente per territorio l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico indicando nella richiesta il giorno (o il periodo dal… al…), l’orario, la superficie occupata e l’esatta ubicazione del tavolo. Si deve tener presente che, in base alla legge n. 549 del 28 dicembre 1995, se lo spazio è inferiore ai 10 m quadrati non si paga la relativa tassa (Legge n. 549 del 28 dicembre 1995 - art. 3 comma 67: “Sono esonerati dall’obbligo al pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche coloro i quali promuovono manifestazioni od iniziative a carattere politico, purché l’area occupata non ecceda i 10 metri quadrati.”).
Alcuni Comuni, però, fanno pagare le marche amministrative. L’autorizzazione - apposta anche il calce alla domanda - (scarica l'apposito Modulo dalla sezione Materiale) deve essere portata al tavolo perché può essere richiesta dai Vigili Urbani.

4. IL MATERIALE: COSA OCCORRE PER ALLESTIRE UN BUON TAVOLO

  • Il Tavolo, i volantini e i manifesti Procuriamoci uno o più tavoli pieghevoli e trasportabili. I tavoli devono essere sufficientemente grandi da permettere a più persone di scrivere e contemporaneamente, tenere materiale (volantini, appunti…..) della campagna e la scatola per chiedere i sostegni economici e le iscrizioni. Il tavolo deve essere adeguatamente addobbato per rendere visibile cosa si sta facendo anche da lontano: il livello minimo è quello dei manifesti e delle bandiere da attaccare al tavolo stesso e intorno. Su questo ognuno di noi deve mettere in moto la fantasia per slogan efficaci e… colorati. E’ utilissimo procurarsi almeno un paio di pannelli verticali sui quali appendere i cartelli riguardanti l’iniziativa.
  • I moduli Al tavolo di raccolta firme dobbiamo portare i moduli predisposti dall’Associazione a livello nazionale o da quella locale sulla specifica campagna locale.Particolare attenzione in ordine alla predisposizione dei moduli dobbiamo porre nel caso in cui si attivino, sulla base dei singoli Regolamenti Comunali o Provinciali, gli istituti di democrazia diretta eventualmente previsti (ad esempio le petizioni ai Consigli Comunali). In taluni casi possono essere richiesti particolari quorum e formalità diverse (ad esempio “l’autentica delle firme”) che condizionano, a vario titolo, il modulo e i relativi campi da predisporre. Ricordarsi che se si vuole successivamente utilizzare i dati dei firmatari per mandare loro lettere o email o per contattarli telefonicamente, sul modulo occorre raccogliere anche la firma per la liberatoria della privacy; la formula della liberatoria deve essere riportata sul modulo ed è questa:

“Secondo la legge 196/2003, il trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'articolo 7 della legge predetta, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni. I dati da Lei forniti, rientranti nel novero dei dati sensibili di cui al relativo art. della legge poiché idonei a rivelare le opinioni politiche, verranno trattati, nei limiti indicati dall'Autorizzazione generale del Garante n. 3/2000 (Pubblicato nella GU n. 229 del 30/9/2000) e delle eventuali successive reiterazioni, con modalità informatiche, per finalità politiche e di sostegno economico, proprie dell'Associazione Radicali Italiani e del Partito radicale ai quali i dati stessi potranno essere comunicati. Il titolare del trattamento è l'Associazione Radicali Italiani. Il responsabile del trattamento è l'Associazione Radicali Italiani. Al responsabile del trattamento Lei potrà rivolgersi, anche per il tramite di procuratori nominati per iscritto, per far valere i Suoi diritti, così come previsto dal relativo art. del Dlgs. 196/2003, e cioè il diritto di conoscere l'esistenza di trattamenti di dati che possono riguardarla; di ottenere, a cura del titolare o del responsabile, senza ritardo la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che la riguardano, la comunicazione in forma intellegibile dei medesimi dati e della loro origine, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, qualora vi abbia interesse, l'integrazione dei dati, l'attestazione che le operazioni richieste sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Nonché il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che la riguardano. Dando il suo consenso ci autorizza a utilizzare i Suoi dati per le finalità proprie dell'Associazione Radicali Italiani e del Partito Radicale, quali invio di notizie via email, pubblicizzazione di iniziative, richiesta di contributi, etc. “

  • Le penne Dobbiamo portarne in numero elevato. Soprattutto con le temperature invernali non è difficile doverne scartare parecchie prima di trovare quella che funzioni. 
  • Le scatole per la raccolta dei contributi e delle iscrizioni 
  • Le ricevute di versamento volontario ovvero di iscrizione (ai fini della deducibilità fiscale) per gli importi pari o superiori ai 25 euro (vedi allegato). 
  • Il modulo di addebito RID su c/c postale o bancario
  • Pubblicazioni, giornali ed altro materiale divulgativo
  • Il megafono (ove non impedito da prescrizioni particolari dei Regolamenti Comunali)
  • L’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico

Quando facciamo un tavolo di raccolta firme dobbiamo cogliere l’opportunità di valorizzare ulteriormente ogni persona che ci avvicina o avviciniamo. La sua presenza, alle nostre iniziative e alle nostre lotte può essere più completa solo grazie l’iscrizione ad uno dei soggetti della galassia radicale.
E’ importante, infatti, chiedere ad ogni cittadino un contributo. Vinti i primi timori, ci accorgeremo che i cittadini apprezzano questo modo di fare e che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono contenti di sostenere anche economicamente le iniziative che condividono. Alle persone che sembrano più interessate, chiedere se è possibile chiamarle per farle intervenire al prossimo tavolo o iniziativa: non dimenticare di farsi dare il numero di telefono!!!

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5. DOVE PIAZZARE IL TAVOLO

Buona è la tradizione di fare un tavolo nelle zone centrali delle città, dove nei giorni del fine settimana la maggior parte delle persone si riunisce per fare shopping (vie commerciali, mercati ecc. ecc.) e partecipare ad occasioni culturali e ricreative.
Soprattutto se abbiamo la possibilità di fare più tavoli non male è l’abitudine di frequentare gli eventi sportivi o di pubblico spettacolo (cinema, teatro, musica ecc. ecc.) o culturali capaci di attrarre una certa massa di persone contemporaneamente.
In taluni casi sarà importante accordarci, prendendo contatto con gli organizzatori dell’evento o con i proprietari degli stabili, su come svolgere e sino a dove ci è consentito svolgere la nostra attività di raccolta firme.

6. IL PRIMO CONTATTO
La composizione del tavolo varia a seconda delle occasioni. Quello ideale dovrebbe essere fatto da 2-3 persone che avvicinano la gente con un volantino e comunicano brevemente di cosa si tratta in modo da dirottare al tavolo (dove è bene che siano presenti altre 2-3 persone) quelli già convinti e avere il tempo di discutere con le persone che vogliono spiegazioni, senza interrompere la distribuzione dei volantini.
Non aspettiamo che le persone vengano a noi, non succede quasi mai, anzi spesso non ci vedono nemmeno.

7. LA RACCOLTA DELLE FIRME

Al tavolo ci devono essere da una a tre persone che scrivono i dati di chi firma, il numero può variare a seconda delle occasioni.
Se la raccolta delle firme riguarda istituti di democrazia diretta previsti da Regolamenti comunali o provinciali (petizioni, referendum, ecc. ecc.) potrebbe essere necessaria la vidimazione preventiva dei moduli di raccolta firme (apposizione del luogo, la data e l’ora, il timbro di soggetti appartenenti all’Amministrazione Comunale o Provinciale, il timbro dell’Ufficio di appartenenza)
Potrebbe essere necessario dover raccogliere sottoscrizioni solo di persone residenti.
In questo caso facciamo in modo di far esibire un documento di identità al sottoscrittore annotando sul modulo gli estremi.
Dietro presentazione del documento occorre scrivere a stampatello sulle rispettive colonne e righe del modulo predisposto: nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e cap e, ove possibile, anche il telefono e l’e-mail.
Potrebbe essere necessario anche l’autentica della firma mediante la presenza dell’apposito pubblico ufficiale autenticatore (notai, cancellieri, delegati ecc. ecc.) eventualmente previsti dai Regolamenti comunali o provinciali.
In tal caso facciamo in modo che vengano apposti dall’autenticatore, presente al tavolo, il nome e cognome, la qualifica, il numero delle firme (in cifra e in lettere) per ciascun modulo, il luogo, la data, la firma leggibile, il timbro personale.